Il 25 aprile mi reco, in fretta e furia, in clinica dove, dopo un po' di attesa (non pensavo potesse esserci tanta gente quel giorno), ci invitano ad entrare nella parte "ospedaliera".
Rimango sopresa dalla lunghezza del corridoio al quale si affacciano numerose porte (ambulatori, laboratori di analisi, sale operatorie e altre stanze ancora).
Una veterinaria tra quelli di turno ci accoglie nel suo ambulatorio e ci chiede quale sia il problema.
Faccio un resoconto dell'accaduto da marzo in poi e le consegno le analisi mediche.
Passa intanto a controllare la gatta, la pesa (3,3 kg in tutto) e si accorge che la gatta mostra dolore quando le si tocca la schiena. La posizione di Mina, è tutta storta, e quindi fa un'ipotesi di problemi neurologici.
Devo lasciarla li per farle fare le analisi e un'altra ecografia all'addome (non si fidano a quanto pare di quella precedente perché la gatta non è stata nemmeno "pelata" e non si può fare un'eco addome così).
Il conto che mi presentano è salato... 500 euro fino a lunedì compresi esami, visita del neurologo e degenza. Ovviamente se il neurologo richiede una tac... altro preventivo.
Non posso certo riportarmi a casa la gatta in quello stato quindi gliela lascio con la morte nel cuore, mi pareva di abbandonarla.
La veterinaria, gentilissima come del resto tutto il personale della clinica, mi informa che posso venire a trovare la gatta il giorno dopo.
Mentre io ero triste sapendo la gatta sofferente, Rocco gioiva per aver la casa libera tutta per sé e la nostra attenzione.
Il giorno dopo chiamo in clinica per sapere l'orario di visita... una persona mi chiede "lei vuole vedere una paziente?". Paziente? non avrei mai definito "paziente" la mia gatta ma si, voglio vedere come sta e ci rechiamo, io e mia madre, a trovare la gatta.
In confronto al resto della struttura la zona per i gatti degenti è veramente uno stanzino. Ci sono nove gabbie, abbastanza grandi, in acciaio dove vengono tenuti i "pazienti". La mia gatta sembrava ancora più magra di prima, sofferente e con la flebo collegata alla zampa pelata per l'occasione e il collare al collo perché non mordesse.
Inizialmente, quando ci ha visto, era sull'incazzato e anche molto debole, ma poi sono praticamente entrata nella gabbia con il busto e ho cominciato a coccolarla e quindi si è tranquillizzata.
In fianco a noi una coppia era venuta a trovare il loro gatto che era stato morso da una vipera in campagna (di certo in città sarebbe più improbabile). Il gatto stava meglio ma aveva ancora qualche dolore dove era stato morso e il padrone piangeva mentre lo accarezzava.
Siamo rimaste con la gatta una ventina di minuti poi siamo tornate a casa. Il giorno dopo, lunedì, l'avrebbe visitata il neurologo (e già qui mai avrei pensato che ci fosse anche il neurologo per animali), avrei dovuto attendere la loro chiamata.
Devo dire che l'aumento di stress da parte mia è stato esponenziale da quel momento in poi.
Il giorno dopo, ero in ufficio, quando mi chiamano per dire che avevano tutte le analisi che indicavano che non c'era niente a livello fisico (reni, intestino e fegato sani) e quindi erano sempre più propensi a un problema neurologico ma che avrei avuto l'esito della visita solo più tardi perchè il neurologo era impegnato in una urgenza.
Finalmente mi chiamano e mi dicono che è necessario fare una tac perchè sembrerebbe un'infiammazione o un'infezione ma non sono in grado di fare una diagnosi senza altri esami e mi danno il nuovo preventivo di 720 €. Io a quel punto non potevo fare altro che accettare, dovevo sapere cosa la gatta aveva.
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